Esiste una nuova via di fuga “economica” dalla violenza?

Reddito di libertà: ricomincio da me

 

Se Troisi ricominciava da tre, le donne vittime di maltrattamenti hanno oggi una nuova opportunità per ripartire e cambiare rotta, uscendo dalla morsa delle minacce e della violenza domestica. È il reddito di libertà, una misura di sostegno economico appositamente dedicata alle donne coinvolte in dinamiche relazionali violente, con l’obiettivo di sostenerne l’autonomia abitativa, l’emancipazione e l’indipendenza economica.

Tale strumento di welfare, istituto con Decreto Legge del 19 maggio 2020, n. 34 (cosiddetto Decreto Rilancio, poi convertito nella Legge 17 luglio 2020, n. 77) su proposta del Ministero delle Pari Opportunità e del Ministero del Lavoro, ha trovato concreta attuazione con il Decreto del Presidente del Consiglio Dei Ministri del 17 dicembre 2020, in ragione del quale il Governo ha stanziato 3.000.000 di euro per l’anno 2020 destinati all’istituzione del “Fondo per il reddito di libertà per le donne vittime di violenza”.

Non è infrequente infatti che il percorso di fuoriuscita dalla violenza si scontri con il timore di non avere un posto sicuro dove andare; con le difficoltà di un lavoro spesso precario e irregolare che non garantisce alcuna stabilità finanziaria; con l’incapacità di riconoscere a se stesse competenze e capacità, dopo anni in cui si è state svilite e mortificate. La tanto agognata libertà diviene così una chimera, nel sentire comune di aver perso tutto: il sostegno della propria famiglia; la stima e la vicinanza dei figli, spesso schierati con il maltrattante nonché plagiati dagli esiti apparentemente funzionali dei comportamenti violenti; la casa e finanche un uomo che ha pesantemente leso la propria dignità.

E così la possibilità di ri-cominciare passa necessariamente attraverso l’indipendenza, l’autonomia e l’occupazione lavorativa, ottica all’interno della quale si colloca tale misura di contrasto alla povertà che, sulla scia del reddito di dignità, si inscrive nel più ampio quadro di interventi volti a favorire l’empowerment e l’emancipazione femminile, quali strumenti indispensabili a sovvertire la condizione di subalternità definita dal circuito violento.

La circolare INPS n.166 dell’8 novembre 2021 contiene le specifiche relative ai requisiti di accesso e alle modalità di presentazione della domanda per il Reddito di libertà.

La misura prevede l’erogazione da parte delle regioni di un contributo economico pari a 400 euro mensili per un massimo di 12 mesi, che possa agevolare le donne nella definizione di un progetto di vita che ne rinsaldi non solo la sicurezza economica ma anche gli aspetti emotivi e le implicazioni relazionali. Il lavoro infatti ripristina il contatto con la realtà, reinserendo nelle interazioni delle donne maltrattate un altro da sé, che le restituisce competenza e valore sociale. In un circolo virtuoso che non può che accrescerne l’autodeterminazione e l’autostima.

La libertà economica si traduce quindi in possibilità di prendere decisioni per sé, in possibilità di scelta che diviene cruciale per azzerare il dislivello caratterizzante i legami di coppia violenti.

Qual è la procedura da seguire?  

Il primo passo è recarsi presso che il Centro antiviolenza Carmela Morlino dell’Ambito Territoriale di Foggia per la compilazione della domanda, relativamente alla sezione che attesti l’ATTUALE presa in carico dal servizio. La donna deve infatti essere coinvolta in percorso di fuoriuscita dalla violenza che contempli lo svolgimento di consulenze legali, sociali, psicologiche e/o la partecipazione ai gruppi AMA.

Successivamente il CAV procede ad inoltrare il suddetto modulo ai Servizi Sociali territorialmente competenti, i quali completeranno la procedura telematica con inserimento della domanda sul portale dell’INPS, previa verifica dei requisiti in possesso.

Chi ne ha diritto?

Le donne vittime di maltrattamenti che si sono rivolte ad un Centro Antiviolenza e versano in precarie condizioni economiche e lavorative. Difatti tale misura non appare incompatibile con sussidi economici di altra natura come il Reddito di Cittadinanza, il Reddito di Emergenza, NASpI, Cassa Integrazione Guadagni, ANF e pensione di invalidità

È invece impossibile richiedere il Reddito di Libertà se la donna ha concluso il percorso presso il CAV da diversi anni e dispone di un impiego lavorativo regolato da ufficiale contratto, pur trattandosi di un’occupazione saltuaria e/o occasionale.

Il centro antiviolenza Carmela Morlino fa dunque della libertà di scelta della donna il primo movens del proprio agire, implementando un percorso di fuoriuscita dalla violenza che guardi all’orizzonte comune dell’autonomia come ad una meta raggiungibile a partire da un lavoro d’equipe integrato e multidisciplinare, capace di calibrare la propria rotta in virtù del vento, delle tempeste, delle giornate più soleggiate, delle inevitabili soste lungo la navigazione. Perché «il supremo frutto dell’autosufficienza è la libertà» «la vera indipendenza consiste nel dipendere da ciò che si vuole»

Di seguito il link dove poter scaricare la Circola n. 166 dell’INPS e l’allegato relativo al modulo della domanda da compilare.

https://www.informazionefiscale.it/reddito-di-liberta-istruzioni-INPS-presentazione-domanda

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